Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU)
La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950 nell’ambito del Consiglio d’Europa ed entrata in vigore nel 1953, è uno dei più importanti strumenti internazionali di tutela dei diritti fondamentali. La sua applicazione è garantita dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), con sede a Strasburgo, le cui sentenze sono vincolanti per gli Stati che hanno aderito alla Convenzione.
Pur non essendo una convenzione dedicata al diritto del mare, la CEDU riveste un ruolo centrale nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Le sue disposizioni si applicano infatti anche alle attività svolte in mare quando uno Stato esercita un controllo effettivo sulle persone, come nel caso di operazioni di soccorso, intercettazione o trasferimento.
L’articolo fondamentale: l’articolo 3 – Divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti
Tra le disposizioni della Convenzione, l’articolo 3 assume un’importanza decisiva nel contesto delle migrazioni via mare. Esso stabilisce che nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.
Da questo principio deriva il divieto per gli Stati di trasferire una persona verso un Paese nel quale esista un rischio concreto di subire torture, violenze, persecuzioni o trattamenti contrari ai diritti fondamentali. Questo principio si applica anche alle persone soccorse in mare.
La Corte europea dei diritti dell’uomo ha più volte affermato che gli obblighi derivanti dall’articolo 3 non possono essere aggirati attraverso operazioni svolte fuori dal territorio nazionale, quando uno Stato mantiene il controllo sulle persone coinvolte.
Perché è importante
La Convenzione europea dei diritti dell’uomo integra e rafforza le tutele previste dalla Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati e costituisce uno dei principali riferimenti giuridici per valutare la legittimità delle operazioni di intercettazione, respingimento e sbarco nel Mediterraneo.
La sua interpretazione da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo ha contribuito a definire principi oggi fondamentali, come il divieto di respingimenti collettivi, l’obbligo di garantire un ricorso effettivo e la tutela delle persone esposte a gravi violazioni dei diritti umani.
Tra le decisioni più importanti in questo ambito vi è la sentenza Hirsi Jamaa e altri contro Italia del 2012, che rappresenta uno dei principali punti di riferimento della giurisprudenza europea in materia di operazioni marittime e protezione internazionale.
Fonti ufficiali
Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Consiglio d’Europa)
https://www.echr.coe.int/documents/d/echr/convention_ita
Corte europea dei diritti dell’uomo
Consiglio d’Europa
